Il contratto dell'animatore turistico

Il contratto dell'animatore turistico

Sono tanti i ragazzi che, appena compiuti 18 anni o tra una sessione universitaria e l'altra, scelgono di fare le valigie e partire come animatori turistici in una delle tante strutture in Italia e all'estero. La voglia di mettersi in gioco e di far fruttare i propri talenti e la propria socialità si incontrano subito con gli adempimenti burocratici da dove seguire, che spesso spaventano e frenano l'entusiasmo. In cosa consiste il contratto dell'animatore turistico?

Il contratto di animatore turistico

Come per tutte le categorie, viene stipulato tra un datore di lavoro, in questo caso società e agenzie di animazione (ma anche strutture alberghiere) e un lavoratore, l'animatore turistico. Tra i tanti contratti collettivi nazionali, è forse ad oggi quello meno aderente alla realtà, perché risulta difficile associare la retribuzione alle ore di lavoro.

L'articolo 11 della “Legge quadro per il turismo” del 17 maggio 1983 dichiarava che: “è animatore turistico chi, per professione, organizza il tempo libero di gruppi di turisti con attività ricreative, sportive e culturali”. Nel 1993, poi, la Legge ha parificato questa figura agli artisti dello spettacolo; come tali erano quindi tenuti ad iscriversi all'ENPALS, l'ente di previdenza sociale che per i lavoratori dello spettacolo, confluito oggi nell'INPS.

Secondo la definizione di legge, l'animatore turistico è al lavoro  quando svolge la sua mansione all'interno del programma d'intrattenimento. Vivendo all'interno dei villaggi e condividendo i pasti con gli altri ospiti, è molto facile scambiare due parole, dare informazioni o chiarimenti sul programma anche durante le pause, ma questo tempo non è considerato nel monte ore calcolato.

 

Il compenso dell'animatore turistico

Il compenso per il lavoro di animazione turistica è rapportato all'esperienza e alle competenze, aspetti da cui dipende il livello d'inquadramento e il ruolo assunto. Come per tutti i lavori, sono previste le giuste tutele legislative, e le eventuali violazioni sono chiaramente sanzionate.

Lavorare per un'agenzia d'animazione con sede in Italia significa stipulare un contratto di lavoro che dà anche accesso, al naturale termine del contratto e secondo le leggi vigenti, alla NASPI, l'indennità mensile di disoccupazione, cosa che invece non accade per contratti stipulati con società con sedi all'estero.

Le strutture alberghiere che hanno interesse ad inserire l'animazione turistica tra le proprie offerte sono sempre di più, vedendo in questo servizio un importante plus da offrire ai propri ospiti, cogliendo anche i buoni tassi di crescita del fenomeno turistico in Italia.

Il concetto di viaggio e di vacanza, d'altronde, è in continua evoluzione, ed apre a sempre nuove possibilità che il governo nazionale dovrebbe saper incentivare e tutelare, studiando con gli operatori del settore un contratto come animatore turistico che sia specifico e che incoraggi le possibilità di impiego.

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