Come diventare animatore (Parte 1)

Come diventare animatore (Parte 1)

Il lavoro di animatore turistico richiede ogni anno sempre più figure professionali, pur essendo principalmente un lavoro di tipo stagionale; centinaia di giovani riempiono le fila dei candidati che le agenzie di comunicazione selezionano e scremano grazie a colloqui conoscitivi.

Gli aspiranti animatori sono alla ricerca di informazioni complete e dettagliate che possano guidarli nel percorso: proveremo a fornire una guida completa su come diventare animatore, senza tralasciare nessun punto.

I requisiti per diventare animatore turistico

È un lavoro con tanti risvolti positivi e con un grande livello di soddisfazione, ma è comunque duro e faticoso, con ritmi molto serrati. Tra i primi requisiti per diventare animatore c'è quindi la capacità di controllare la tensione e gestire il naturale stress proveniente dall'esposizione continua e costante agli ospiti.

L'aspirante animatore si troverà a curare l'intrattenimento, organizzando e conducendo tutte le attività che compongono il programma proposto, che si caratterizza in base alle strutture e alle località: sulle Dolomiti sarà difficile ad esempio trovare un torneo di beach volley o lezioni di windsurf.

I ruoli nel mondo dell'animazione sono tanti, e nella gran parte dei casi ognuno ne ricopre diversi: la versatilità è quindi un punto da non sottovalutare, pur puntando sulla specializzazione, soprattutto per chi si candida a ruoli più definiti e che necessitano competenze maggiori, come l'ambito sportivo ed artistico.

Soprattutto per chi è alla prima esperienza e punta all'animazione di contatto, non esistono requisiti formativi specifici, anche se il diploma di scuola superiore (e quindi la maggiore età) è il punto di partenza.

Brevetti sportivi, diplomi in ambito artistico o conoscenza delle lingue sono invece plus che si possono tradurre anche in trattamenti economici differenti, legati al ruolo ricoperto, come ad esempio quello di responsabile dei tornei sportivi, dell'animazione serale o del piano bar.

La scelta dell'agenzia di animazione

La richiesta per ogni stagione è ampia, come ampia è la lista delle agenzie di animazione in cerca di animatori turistici per soddisfare la richiesta di villaggi e hotel, stabilimenti balneari, parchi e località; un Mare Magnum dentro cui nuotare “con stile”, per custodire e tutelare la propria professionalità.

La prima cosa da fare è una ricerca su Google dell'agenzia in questione, puntando soprattutto alle recensioni e ai commenti lasciati sui vari social e siti. Quotidianamente tutti noi ci improvvisiamo detective, alla ricerca di like e commenti dei nostri ex: questa è l'occasione di indagare per una giusta causa!

Vanno preferite aziende che hanno una “storia” alle spalle a fare da garante e chi ha sede legale in Italia (in questo modo, al termine naturale del contratto è possibile usufruire del sussidio di disoccupazione). La chiarezza è sempre da premiare: un sito internet ben curato, con foto, collegamenti Social e link alle strutture con cui si è lavorato nel passato è un ottimo segnale.

Nella seconda parte di questa guida su come diventare animatore, vedremo come prepararci al colloquio e alla selezione, e come dedicarci alla nostra formazione.

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